Le radici storiche della Famiglia Sforza

La famiglia Sforza-Cesarini che ancora oggi abita l’omonimo palazzo romano discende da quella degli Sforza che, per più generazioni, dal 1450 al 1535, occupò la signoria di Milano. La famiglia Sforza, forse originaria della Dacia, ha le sue radici storiche in Cotignola (RA), dove nacque Muzio Attendolo (1369-1424), il cui soprannome di “Sforza” sostituirà in seguito il cognome originario. Alla figura di Muzio la tradizione ascrive alcuni episodi che, al pari delle sue azioni militari, ci restituiscono il profilo di uno dei tanti condottieri-mercenari che trovarono facilmente modo di operare nella frammentata realtà italiana del tempo.

Il primo di questi episodi ci descrive Muzio che all’età di dodici anni, intento a lavorare la terra del padre, fu attratto dal passaggio di una compagnia militare, alla quale decise di unirsi qualora la zappa, che al momento impugnava, fosse rimasta confitta all’albero contro il quale da lui stesso sarebbe stata lanciata: così avvenne e, tornando nella storia documentata, da quel giorno la carriera militare di Muzio fu una continua ascesa.

Il suo carattere deciso ci è tramandato invece da un altro episodio che è legato al soprannome “Sforza” a lui assegnato probabilmente dal conte Alberico da Barbiano, sorpreso dall’ardire con il quale Muzio reclamava una maggior parte di bottino di guerra. In seguito e ad iniziare da Francesco figlio di Muzio, fu per volere della regina Giovanna II d’Angiò che il nome Sforza venne sostituito a quello di Attendolo. Anche l’episodio della sua scomparsa contribuisce a mitizzarne la figura. Egli infatti annegò nel fiume Pescara quando, nel tentativo di salvare un suo soldato in difficoltà, cadde da cavallo e appesantito dall’armatura fu trascinato dalle acque e non si ebbe modo di ritrovarne il corpo.

Muzio Attendolo rimase, sino all’età di trent’anni, al servizio dei maggiori condottieri che percorrevano l’Italia ed in seguito formò egli stesso un’armata che prestò servizio presso quasi tutte le maggiori potenze italiane. Infine fu impiegato da Papa Martino V nella difesa di Roma contro le scorrerie di Braccio da Montone; la città papale, più di una volta assediata da Braccio, deve la sua salvezza, in queste occasioni, alle capacità militari di Muzio Attendolo. Tra i vari riconoscimenti a lui attribuiti va ricordato il contado di Cotignola eretto appositamente per lui dal Papa pisano Giovanni XXIII e rinnovato ai conti di S. Fiora da Papa Sisto V nel 1587. L’arma dello Sforza già da principio riportava l’immagine di un melo cotogno ad indicare le sue origini. In seguito Roberto duca di Baviera concesse allo stesso Muzio di aggiungere l’immagine del Leone Palatino.

Da Lucia di Torsano ebbe sette figli naturali tra i quali Francesco che diverrà poi duca di Milano e Alessandro che sarà signore di Pesaro. Da Antonia Salimbeni, sposata successivamente avrà invece Bosio, autore dei conti di S. Fiora e Carlo arcivescovo di Milano. Altri quattro figli infine avrà da Caterina Alopa sposata dopo la morte della Salimbeni.

Testo di Fausto Pace